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Il fenomeno organizzativo L'organizzazione è una forma di azione collettiva, reiterata basata su processi di differenziazione e di integrazione, tendenzialmente stabili e intenzionali. - Ferrante Massimo, Zan Stefano 1994 Read the Full Story
La differenziazione La differenziazione è il processo attraverso il quale un lavoro complesso viene suddiviso tra più persone, ognuna delle quali si specializza nel fare sempre meglio quell'attività. Le altre persone preferiranno acquisire quel lavoro dallo "specialista" piuttosto che cimentarsi in una attività nella quale non possiedono abilità. Read the Full Story
L'integrazione Per ottenere risultati non basta dividere i compiti tra più individui, occorre anche riportare a unità ciò che si è diviso. Occorre un coordinamento, una "organizzazione" che definisca le interrelazioni tra le persone e che li guidi verso un obiettivo condiviso. Read the Full Story

Il fenomeno organizzativo

bologna

L'organizzazione è una forma di azione collettiva, reiterata basata su processi di differenziazione e di integrazione, tendenzialmente stabili e intenzionali.

- Ferrante Massimo, Zan Stefano 1994

Questa definizione rilegge la nominalizzazione del verbo "organizzare", riportandolo in termine di azione, chiamandolo appunto "fenomeno organizzativo". Attraverso una nominalizzazione viene dato un nome ad una azione in corso di svolgimento, trasformando un processo (verbo) in entità statica (nome). L'utilizzo di parole diverse, ancorché simili, può generare rappresentazioni della realtà anche molto differenti. Una rappresentazione è l'immagine che la mente elabora del concetto richiamato dalle parole udite.

Il fatto di cancellare attraverso le parole utilizzate l'elemento dinamico del fenomeno, i processi, i movimenti, porta a far nascondere in chi le ascota (come in chi le pronuncia se non ne è consapevole), l'elemento della dinamica al momento della costruzione di una propria immagine del concetto. Quando questo avviene non resta che un modello di quel fenomeno che ha queste carattersitche: fissità, staticità, permanenza, finitezza. Così, la nominalizzazione "organizzazione" suona come se tutto l'organizzarsi per gestire un collettivo, una impresa, una nazione, sia giunto al termine, "cristallizzato dentro un organigramma".

Congelare azioni, processi, sistemi..., attraverso questi processi linguistici crea in chi ne è coinvolto, in maniera estremamente efficace, una rappresentazione del mondo con limiti, regole e paletti sui quali potrebbero non scorgersi possibilità di agire, a tutto vantaggio di chi è ai vertici.

Al contrario, quando si de-nominalizza, ristrutturiamo la rapprensentazione di una realtà apparentemente statica in modo da poterne percepire i processi che si stanno svolgendo, rendendone esplicito il funzionamento.   

Riportando la definizione di organizzazione a quella di "fenomeno organizzativo", in fase di studio, ricerca, progettazione o ristrutturazione consente di liberiarsi da tutti i limiti, regole e procedure disegnate per costruire confini al comportamento e si riescono a cogliere le sfumature, la dinamica, la fluidità e la possibilità di agire.