Il rating

Il nodo focale nel nuovo rapporto banca-impresa è rappresentato quindi dal rating, ossia quel giudizio in grado di sintetizzare lo stato di affidabilità dell’impresa. Obiettivo del nuovo rapporto tra banca e impresa è pertanto quello di riuscire a presentare la propria azienda in modo tale che emerga quanto più possibile una situazione finanziaria equilibrata e che quindi la banca risulti più propensa a finanziarla in prospettiva dei risparmi che la stessa potrà ottenere rispetto al caso di finanziamento di imprese con un più alto livello di rischio. Per eseguire una valutazione viene esaminato in primo luogo il bilancio d’esercizio, che rappresenta la fotografia economica, finanziaria e patrimoniale dell’impresa. Ma le banche tendono a prendere in considerazione anche altri parametri aziendali. Nel corso del progetto sono stati analizzati i sistemi di rating di diversi istituti finanziari. Essendo che il legislatore ha lascito la possibilità agli istituti finanziari di costruirsi un proprio sistema di assegnazione del rating e che gli istituti italiani hanno approfittato di tale possibilità non esiste un sistema unico di valutazione dell’affidabilità di un soggetto economico. Pertanto la stessa azienda può avere una valutazione di un certo tipo in un istituto ed una valutazione differente presso un altro istituto di credito. Non prevediamo comunque che queste differenze siano particolarmente sostanziali da spostare pesantemente il giudizio. Infatti sono stati identificati alcuni fattori comuni che vengono considerati in tutti i più diffusi algoritmi di valutazione del rating presso le banche italiane.

1 indicatori di bilancio Tali indicatori indagano i numeri specifici del bilancio dell’azienda. Essi sono gli indicatori più importanti perché rappresentano l’andamento specifico dell’azienda. Il bilancio aziendale è sempre stato elemento di valutazione per l’affidamento bancario anche prima dell’introduzione del sistema di rating. Dai numeri di bilancio è possibili ricavare numerosissimi parametri, indici e margine per indagare su un particolare aspetto della gestione aziendale.

2 indicatori di andamento settoriale tali indicatori tendono a definire la rischiosità di una determinata azienda sulla base del fatto che opera in un dato settore. Essi partono dal presupposto che i risultati economici di una azienda sono influenzati dall’andamento del settore in cui opera, pertanto se il settore è in crescita e la concorrenza non è ancora agguerrita l’azienda ha maggiori probabilità di rispettare i propri impegni di credito.

3 indicatori qualitativi l’analisi qualitativa indaga gli aspetti descrittivi della realtà aziendale che non vengono rappresentati nel bilancio. Essi afferiscono alle potenzialità dell’azienda in termini di forza di marketing, capacità del management, competenze dei collaboratori, storia e vision dell’imprenditore, tecnologia e know how, relazioni e tutti gli altri aspetti materiali e immateriali che possono ricondursi alla qualità della gestione e quindi alla solvibilità creditizia.

4 indicatori dei rapporti con la banca Tali indicatori sono desumibili dallo storico rapporto con la banca. La valenza di questi parametri è legata al presupposto che se un cliente è sempre stato regolare e rispettoso dei tempi di rientro lo sarà anche nel futuro.

5 indicatori del rapporto con gli altri istituti tali indicatori sono desumibili dalla centrale rischi, in cui sono archiviati tutti i rapporti che un soggetto economico ha con i vari intermediari del credito operanti sul territorio nazionale. E’ possibile pertanto individuare attraverso questi parametri l’esposizione totale del soggetto nei confronti del sistema bancario o se lo stesso è o è stato inadempiente delle proprie obbligazioni.