Caso Pirola

La Pirola s.n.c, un'azienda con un fatturato di 2 milioni di euro, da sempre progetta, realizza e monta allestimenti per sale congressi, banche, uffici e stand per fiere. Opera con la formula del "chiavi in mano" e svolge il ruolo di capo commessa nel senso che coordina il lavoro delle imprese artigiane che realizzano le parti non in legno sulla base delle specifiche fornite dalla Pirola.

Alla fine del 2001 il Signor Pirola, per colmare i vuoti di produzione provocati dall'andamento stagionale delle vendite di allestimenti, introdusse la produzione in piccola serie di tavoli bianchi in legno per supermercati, per conto di un'impresa di arredamento.

La commessa di circa 1000 tavoli coprì nel 2002 i periodi vuoti di lavorazione: quando nella sezione lavori speciali o in quella degli stand vi erano dei tempi morti, gli operai si dedicavano a questa produzione in serie.

Essendo andata bene questa prova, il Signor Pirola decise, per risolvere definitivamente il problema delle vendite stagionali, di lanciare un prodotto di arredamento in legno da commercializzare con il marchio "Pirola". Un'azione di questo tipo, secondo il titolare, avrebbe favorito l'acquisizione di nuove commesse di allestimento per uffici, banche, sale congressi e stand.

All'inizio del 2003 il Signor Pirola comprò da un famoso designer di Milano un'idea già abbozzata, e relativa ad un tavolo modulare, e la sviluppò con i tecnici dell'azienda.

Nel giro di poco tempo iniziò la produzione e con essa lo stoccaggio in magazzino. Nel settembre del 2003 la Pirola s.n.c. si presentò allo SMAU di Milano quale produttrice di componenti singoli di arredamento, con i suoi nuovi tavoli modulari rivoluzionari per colori e forme. Il successo fu inaspettato, l'azienda venne selezionata per il "premio SMAU 2003". Ciò consentì alla Pirola di godere della pubblicità gratuita sulle più prestigiose riviste dell'arredamento italiano (Abitare, Interni, età). Pubblicità che, se non fosse arrivata in questo modo, non sarebbe stata fatta. Nel frattempo nei magazzini c'erano già 100.000 euro in tavoli modulari.

In ottobre venne aperto un lussuoso show room a Torino per lanciare questa nuova linea di prodotti.

Era in programma la creazione di una rete di vendita e l'apertura di uno show - room a Roma e di un'altro a Milano, ma il Signor Pirola a novembre dopo soli due mesi dal lancio dello SMAU decise di cessare la produzione.

"Per fortuna mi resi conto in tempo della pazzia che stavamo commettendo - dice il Signor Pirola. Questi tavoli ci portavano un sacco di nuovi problemi che non pensavamo di essere in grado di risolvere. Forse perché il mercato in quel momento non tirava, forse perché i dipendenti non erano abituati a lavorare con questi standard (l'unico esperimento di produzione in serie fu con i tavoli per supermercato), forse perché gli impianti non erano adatti, forse perché non avevamo ancora conquistato la fiducia dei clienti, o forse ancora la paura di non vedere dove si sarebbe andati a finire; fatto sta che decidemmo di abbandonare, prima che le perdite diventassero troppo grosse.

 

QUESITI

Quali erano le motivazioni originarie che hanno spinto il dott. Pirola ad intraprendere la produzione di tavoli con proprio marchio?

Come sono stati promossi?

Come mai la strategia non ha funzionato?

Incrementare il fatturato non è una via sempre coerente con l’obiettivo di creazione del valore per l’azionista. In questo caso l’incremento del fatturato ha creato o distrutto valore?